CATANIA: FIDUCIA E RUSSOTTO

russotto

Per alcuni è persino più emozionante di scaraventare la palla in rete, altri invece preferirebbero superare palla al piede la linea di porta. È ciò che segna la differenza sostanziale tra la prima e la seconda punta, è il cavallo di battaglia del vero numero 10, è l’arte di mettersi a disposizione della propria squadra. Sarebbero questi i caratteri generali che tracceremmo se dovessimo cercare di definire un assist, un gesto di intelligenza calcistica che spesso segna la differenza tra i grandi calciatori ed i mediocri, tra il buon calcio ed il portare la palla avanti ed indietro per il campo senza un criterio.

Più la categoria diventa prestigiosa, infatti, più è importante la presenza di un vero uomo assist che metta in condizione i propri compagni di squadra di andare in gol. È chiaro quindi che una piazza che pensa in grande come Catania non possa farne a meno. Tanti sono i calciatori che potrebbero ambire ad un ruolo di così inestimabile importanza: dal Capitano Biagianti a Di Grazia, passando per Mazzarani. Nonostante ciò, il 4-3-3 di mister Rigoli ha posto la particolare attenzione dei riflettori su Russotto.

Nella stagione precedente l’esterno classe ’88 è stato uno dei pochi degno d’essere valutato sufficientemente. 25 partite, 6 gol e 4 assist, un bottino niente male che dovrebbe e potrebbe essere comunque incrementato. Invece in questa stagione le gare disputate sono ancora 11, nessun gol messo a segno ed un solo assist in memoria. Russotto, nonostante le grandi doti tecniche e fisiche, stenta dunque a vestire in maniera naturale i panni dell’esterno d’attacco regista, del Callejon di Napoli, trovando un esempio tra le società amiche. Assimilare alcuni movimenti chiave dell’assist man potrebbe rappresentare una svolta concreta nella carriera del calciatore e nel futuro della stagione rossazzurra. Un dribbling in meno, un cross dalla trequarti, un uno-due veloce, un passaggio in profondità. Sono tante gli espedienti che Russotto potrebbe adoperare per lanciare a rete i compagni, preferendo alla gioia del gol l’emozione altrettanto soddisfacente dell’assist, compiendo l’ipotetico passaggio da buon giocatore a pedina fondamentale, collante tra centrocampo ed attacco.

Il suo procuratore ha affermato che proprio il numero 10 rossazzurro abbia rifiutato la Serie B pur di rimanere a Catania e che abbia la ferma intenzione di restare nonostante l’avvicinamento del mercato di gennaio. Sarà solo mettendosi al servizio della squadra che la piazza potrà dargli ancora fiducia. Giocate inconcludenti non devono più far parte del vocabolario del fantasista.

Carlo Maria Castiglione

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