CATANIA ANCORA IN RIANIMAZIONE

Quattro gatti al “Massimino”. Inizia nel silenzio e nella desolazione il match tra Catania e Juve Stabia, in quanto il pubblico catanese decide di rispondere così al momento negativo palesato dalla squadra dopo l’umiliante debacle di Martina Franca. Eppure la gara del “Massimino” risulta essere abbastanza divertente e, quasi sorprendentemente, è il Catania a fare la partita.

Diverse occasioni create dai rossazzurri, che dimostrano di avere l’intenzione di far male all’avversario, anche se a volte sono imprecisi. Al 6′ ed al 9′ ci provano Falcone e Calil, che vanno vicinissimi al gol del vantaggio, ma l’occasione più nitida capita sui piedi del brasiliano al 23′, quando fallisce clamorosamente un rigore in movimento. Il Catania, però, non si arrende e fa bene: al 27′ infatti è Bombagi a portare in vantaggio i rossazzurri. Su un’azione imbastita da Garufo, proprio l’ex Juve Stabia punge i suoi vecchi compagni con un destro sul quale Russo non può compiere alcun miracolo.

Nonostante il vantaggio e la partita in crescendo dei padroni di casa, le vespe riescono a trovare il pareggio poco prima del minuto 40, quando Diop sfrutta un’amnesia incredibile della difesa rossazzurra e scaraventa in rete la respinta di Garufo. Doccia fredda dunque per gli etnei, costretti a chiudere la prima frazione di gioco con un pareggio che sta abbastanza stretto.

Il secondo tempo, invece, si apre subito con una ghiottissima chance per i padroni di casa. Al minuto 51, infatti, Caetano Calil si divora un gol facile colpendo di testa il pallone a due passi dal portiere, ma spedendolo clamorosamente sul fondo. Nonostante tale acuto, il Catania cala vistosamente nella ripresa, sia dal punto di vista motivazionale che da quello fisico. I rossazzurri, infatti, si fanno prendere dal nervosismo, dimenticandosi di attaccare la porta avversaria. Il gioco è spezzettato e la partita diventa sempre più noiosa. Alla fine è 1-1.

Non ha portato i suoi buoni frutti il ritiro punitivo post-Martina Franca. Si potevano registrare solo note positive, come ad esempio l’interruzione del digiuno da gol dopo 531 minuti ed il ritorno alla vittoria che manca ormai da sei partite, ma così non è stato. La formazione di Moriero, infatti, anche se riesce a produrre qualcosa in più, pecca ancora di quella cattiveria necessaria per vincere la partita. Il tecnico, inoltre, non si dimostra reattivo nelle scelte, in quanto opta dei cambi solo al 75′ inserendo Lupoli, Calderini e Castiglia che, però, non toccano neanche un pallone. Sicuramente poi Falcone e Russotto si dimostrano troppo nervosi nella ripresa, ma almeno l’ex Catanzaro fa vedere alcune giocate di pregevole fattura e soprattutto non si rende autore del solito monologo, bensì gioca molto per la squadra e dunque sarebbe stato opportuno tenerlo ancora in campo.

Insomma, anche al termine di questo match si trattano i soliti problemi che attanagliano il Catania. Altri due punti persi per una compagine rossazzurra che sembra essere ancora in rianimazione. Il tempo, però, non è più dalla parte del club etneo, che adesso deve ineluttabilmente riuscire a trovare le soluzioni ad una situazione che non fa altro che precipitare. La Serie D è dietro l’angolo.

Federico Fasone 

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