CALIL: “TRA QUALCHE ANNO CI SI RICORDERÀ DI QUESTA SALVEZZA. ULTIMI TRE MESI I PEGGIORI DELLA MIA CARRIERA”

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Una prima parte di stagione da protagonista assoluto. Gol, assist, giocate imporanti: Caetano Calil era considerato da tutti come il trascinatore del Catania di Pippo Pancaro. Poi, una flessione: profonda, inspiegabile, inconsueta per un calciatore come lui. Alla fine, però, la salvezza, pur con immani difficoltà, è arrivata ugualmente. E questo, sicuramente, è ciò che conta di più. L’attaccante brasiliano, autore di 11 reti in campionato, è intervenuto stamane in conferenza stampa a Torre del Grifo, rispondendo così alle domande dei cronisti presenti: “E’ stata una stagione soffertissima. Siamo partiti benissimo, nessuno se lo aspettava. Poi, abbiamo avuto delle difficoltà, ma fortunatamente è finita bene con la salvezza. Certo è che in campo non abbiamo rispettato quanto tutti si aspettavano da noi dopo l’inizio. Alla fine, però, siamo riusciti a restare in Lega Pro, nonostante i problemi di questa stagione. Avevamo una società nuova, un gruppo nuovo che aveva bisogno di un rodaggio lungo. Per questo, abbiamo avuto problemi, ma fortunatamente abbiamo mantenuto la categoria. La mia involuzione? Gli ultimi tre mesi sono stati i peggiori della mia carriera. Non sono riuscito a fare quello che mi riesce meglio, ossia realizzare gol. Se fossi stato al top della condizione la salvezza sarebbe arrivata prima, invece sono venuto a mancare nelle partite clou della stagione ed ho fallito. Il mio futuro? Voglio rispettare il contratto fino al 2018, non so cosa farà la società con la squadra e il gruppo. Ho tanta voglia di riscatto, voglio mettere una pietra sopra a questa stagione e ripartire alla grande nella prossima”.

La salvezza l’abbiamo costruito dall’inizio – ha proseguito Calil – c’è un grande merito anche di mister Pancaro e del suo staff. Mister Moriero ci ha dato una mano dal punto di vista mentale, ha lavorato tanto sulla nostra testa. Il merito è anche della nostra dirigenza, Bonanno, Pitino e Ferrigno sono sempre stati accanto alla squadra negli spogliatoi, dandoci una carica in più. Noi abbiamo sempre dato il 200% in campo, io ad esempio negli ultimi mesi arrivavo al fischio finale stracotto fisicamente. Nella prima parte di campionato, al contrario, facevo gol e non sentivo nemmeno la stanchezza: il fattore fisico è stato uno dei principali problemi, ma di testa e di cuore abbiamo sempre dato il massimo. Io, comunque, non scorderò mai questo campionato. Se tra 3-4 anni il Catania sarà in Serie A o in B, sarà perchè quest’anno lo abbiamo salvato dalla Serie D. Questo verrà ricordato per tanto tempo: abbiamo ottenuto la salvezza, garantendoci la categoria e salvando tanti posti di lavoro. Dall’anno prossimo si ripartirà da zero, senza alibi, senza penalizzazioni. Dovremo fare un campionato di vertice, speriamo che anche la società voglia disputare un campionato ambizioso. Il mio ruolo? Io sono un attaccante centrale. Per tre stagioni ho fatto la punta, in sette invece il trequartista. Quando ho giocato davanti sono andato sempre in doppia cifra. Ho sempre detto che io non sono un classico bomber, colui che aspetta la palla in area. A me piace arretrare, fraseggiare con i compagni e divertirmi in campo, dando una mano alla squadra. Do un 6.5 alla mia stagione: ho fatto una gran prima parte, la seconda, invece, abbastanza deludente. Cosa manca a questa squadra? Credo che senza penalizzazione, avremmo fatto un campionato nelle posizioni di vertice. E’ pesato il fatto di dover vincere per forza anche in trasferta a causa della penalizzazione, senza poter fare ragionamenti e accontentarsi talvolta anche di pareggi preziosi. Per l’anno prossimo la base c’è, credo che partendo da zero potremo fare un campionato importante”.

“Fare una campionato per la promozione ti fa divertire, ti rilassa, ti da una carica in più – ha concluso il brasiliano – Noi, invece, abbiamo trovato tante difficoltà, molti del gruppo erano abituati a fare campionati di vertice. Non eravamo abituati a queste situazioni, ma abbiamo imparato molto in questi mesi. Nel futuro, potremo affrontare meglio queste complicazioni. Il rapporto coi tifosi? Abbiamo capito che, quando facevamo bene, i nostri supporters erano come un uomo in più. Le tifoserie però sono sempre così: quando le cose vanno bene sei sostenuto, quando vanno male invece ti contestano. E’ tutto nella normalità. Cosa mi ha colpito della città? In particolare, mi ha colpito…Catania! E’ troppo bella: guardi l’Etna, il mare, vedi un popolo tranquillo che vive serenamente. Non ho niente da dire, questa città è semplicemente bellissima”.

Daniele D’Alessandro

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